Le opere distribuite nelle varie sale tengono principalmente conto della loro fisionomia storica, formale e culturale, e suggeriscono un percorso visivo che svela le varie stagioni dell'arte pisana all'interno di una dimora storica ricca di pitture parietali che ne fanno oggetto di una attenzione artistica a se stante.
Al piano terra sono situate le opere di carattere memoriale e mitologico. Nelle sale successive, piano nobile, si lascia il campo ad una precisa volontà documentaria che si manifesta con una panoramica dei capisaldi della parabola artistica piana. Dunque le testimonianze della pittura trecentesca con i fondi oro, la suggestiva evocazione di una sorta di cappella palatina con le opere quattrocentesche, dominate dal San Bernardino del Foppa, e le sale del Cinque e Seicento, con capisaldi quali il Cigoli, il Lomi e l'Artemisia Gentileschi.
Le successive sale del palazzo mettono in mostra le cospicue testimonianze del Settecento pisano (Desmarais, Tempesti, Poli) i cui caratteri iconografici bene si accordano al vasto dispiego decorativo delle pareti. Il percorso espositivo arriva fino alla pittura del XIX e del XX secolo e presenta due sale separate tra loro dalla sala da pranzo, Sala rossa, ricca di ornamenti pittorici e arredi originali, dove prendono vita le varie nature morte e vedute paesaggistiche realizzate da artisti pisani quali Carlini, Bellonzi, Pizzanelli, Bezzuoli e Gioli.




